I 5 presidenti più pittoreschi della storia della Serie A

I 5 presidenti di Serie A che non dimenticheremo facilmente

57

Un viaggio alla scoperta del “bello del calcio” passando, per una volta, non dal terreno di gioco

Abituati a esaltarci per un goal realizzato, ci dimentichiamo come il calcio sia molto più della semplice sommatoria dei più bei gesti tecnici compiuti da quegli interpreti che sanno “accarezzare” con cura il pallone. Il football italico, al di là del pregiato colpo di genio, si è storicamente fatto apprezzare per la presenza di rutilanti presidenti di A che hanno saputo ravvivare, attraverso esternazioni e battute tra il serio e il faceto, tutte le nostre giornate a base di pane e pallone. Dal “Viperetta” Ferrero, istrionico numero uno della Sampdoria abile nel dispensare perle di saggezza in salsa romanesca, passando per il mangia-allenatori Zamparini, che può vantare ben 52 esoneri di mister non graditi e poi ripescati (suo malgrado) a stagione in corso, fino al compianto Gaucci, che fu attore protagonista della favola del Perugia di fine anni ’90, questi presidenti, che oggi definiremmo i 3 più pittoreschi della storia della Serie A, hanno animato e animano il calcio italiano che vive di sfottò e dichiarazioni goliardiche. Oltre a loro ve ne sono altri 2, Cellino e Commisso, maestri indiscussi nell’evitare di restare nell’anonimato.


Il poco diplomatico Massimo Ferrero

Un Viperetta di presidente

Il nostro viaggio alla scoperta del “bello del calcio”, passando per una volta non dal terreno di gioco bensì dalle più alte sfere dirigenziali, ha inizio con il patron della Sampdoria Massimo Ferrero, attuale presidente blucerchiato che non fa della diplomazia la sua arma migliore. il Viperetta, questo il soprannome, vive le partite della sua squadra con grande passione e non lo nasconde di certo. Tra le sue frasi più celebri si ricorda quella che ha avuto per destinatario l’arbitro Di Bello durante il match del 2017 perso per 2-1 dal Doria contro il Napoli, con tanto di espulsione del difensore Silvestre, che recita così:” “Il rosso? Incredibile, poteva cacciare anche mia sorella. Li abbiamo asfaltati, vorrei che l’arbitro venisse cacciato dalla FIGC”. Ferrero, personaggio mai banale, non le manda certo a dire!


L’uragano Gaucci: un monopolizzatore della scena calcistica

Il miracolo Perugia di fine anni ‘90

Tra i presidenti più pittoreschi della storia della nostra Serie A non poteva certo mancare Luciano Gaucci. Il compianto imprenditore e dirigente sportivo italiano, che in vita rivestì un ruolo da protagonista sia nell’ippica sia nel mondo del pallone, sarà sempre ricordato per il cammino (importante) del suo Grifone che dalla C1 raggiunse il massimo torneo di calcio italiano, arrivando addirittura a vincere la Coppa Intertoto nel lontano 2003. Il Perugia di Gaucci è stato a fine anni ’90 la bestia nera per molte delle grandi di Serie A, ogni partita al Renato Curi infatti aveva le quote più impreviste, degne di molte di quelle attuali. Abile nel monopolizzare la scena calcistica a 365°, ne combinò di tutte i colori: dal tentativo di corruzione del Presidente della Figc Antonio Matarrese, fino all’acquisto “per errore” di Ma Mingyu e del fuoriclasse Hidetoshi Nakata.


Il mangia-allenatori Zamparini

Quando il cambio allenatori era all’ordine del giorno

Chi tra noi appassionati di calcio ha dimenticato Maurizio Zamparini ex proprietario del Palermo? Nessuno ovviamente, non fosse altro per il fatto che resterà negli annali del calcio per il numero di esoneri, 52, dei mister che sono stati dapprima assoldati direttamente dal patron dei rosanero, nel giro di poco tempo licenziati dallo stesso e infine ripresi in fretta e furia dopo circa 4 mesi. Ebbene sì: 120 giorni è stata la durata media di un tecnico che ha avuto il coraggio di avere a che fare con Zamparini. Menzionarveli tutti vorrebbe dire redigere un articolo a sé stante, tuttavia è d’obbligo citarvi almeno il nome e il cognome di alcune illustri vittime del patron oggi 78enne: Colantuono, Gasperini, Rossi e Guidolin. Il nomignolo di mangia-allenatori dunque non può che essere azzeccato.


Il presidente-rocker Cellino

Tra scaramanzia e investimenti spericolati

Massimo Cellino, il presidente-rocker più famoso della Serie A, non è solo un virtuoso interprete della chitarra elettrica quanto un imprenditore che nel mondo del football non ha mai smesso di far parlare di sé. Scaramantico come pochi – quando era numero uno del Cagliari era solito distribuire bandane portafortuna sugli spalti – oltre a impedire ai suoi giocatori di indossare la maglia numero 17 che a suo dire porterebbe solo iella ha tentato in ogni modo di acquistare il West Ham, operazione che non andò in porto, e successivamente il Leeds United, con tanto di vicissitudini giudiziarie. Oggi alla guida del Brescia, Cellino si barcamena tra battute infelici (vedi quella su Balotelli che ha fatto molto discutere) e risultati sportivi al momento un pò deludenti.


Il patron della Fiorentina: un uomo mai banale

Gli show di Commisso in conferenza stampa

L’arrivo di Commisso alla Fiorentina ha sicuramente portato una ventata di allegria all’interno dell’ambiente viola che con la presidenza Della Valle si era un po’ spento. L’italo-americano, che sta lavorando per fare dei gigliati una realtà importante del nostro campionato, è uno show-man come pochi: durante le conferenze stampa sa regalare “perle” come pochi altri e i giornalisti lo sanno bene. Epico fu il discorso relativo ai suoi tentativi di entrare nel business del calcio italiano passando più volte dalla porta rossonera del Milan.“Mister Li? Non l’ho mai visto. So che ha perso più soldi lui in un anno che una singola persona nel resto del mondo”. Non finì la frase che le risate risuonarono subito fragorose.