Napoli all-time lineup: la miglior formazione di tutti i tempi

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In attesa del ritorno della Serie A, prosegue il nostro gioco che mette in campo la formazione ideale delle squadre del nostro campionato, schierando in campo i migliori undici titolari della loro storia. Dopo aver passato in rassegna la “all-time lineup” delle tre squadre principali d’Italia, Milan, Juventus ed Inter, oggi andiamo a Sud, per provare a disporre sul rettangolo verde i giocatori che si sono distinti nella storia del Napoli.


Negli ultimi anni di campionato, il Napoli è forse la compagine che più delle altre è andata vicino a scucire lo scudetto dal petto della Juventus, particolarmente nel 2017-2018, stagione in cui si è piazzata al secondo posto con ben novantuno punti. È la squadra più titolata del Sud e vanta due scudetti ed una Coppa Uefa nel suo palmares, conquistati grazie alle prodezze del giocatore più forte che abbia mai calcato i campi d’Italia (e per molti della storia di questo sport), Diego Armando Maradona. Per la nostra selezione abbiamo deciso di virare su un 4-3-1-2.
Tifosi azzurri ed appassionati di calcio, tenetevi pronti a leggere i nomi che abbiamo scelto, ci sarà da divertirsi!


Grandi nomi tra i pali

Tra gli estremi difensori che hanno difeso la porta della squadra partenopea nel corso degli anni ci sono diversi validissimi nomi, ma probabilmente due giocatori su tutti: Dino Zoff e Luciano Castellini. Il “giaguaro” Castellini ha giocato ben sette stagioni con la maglia del Napoli, dal 1978 al 1985, per un totale di 202 presenze. Zoff è invece considerato da molti, insieme a Gianluigi Buffon, il portiere italiano più forte di tutti i tempi. Più volte candidato al pallone d’oro, campione del mondo nel 1982, ha difeso la porta del Napoli per centoquarantatrè incontri. Durante la sua esperienza napoletana, dal 1967 al 1972, ha conquistato anche un europeo (attualmente l’unico della nostra nazionale, nel 1968).
Dovendo scegliere tra questi due portieri cui ancora oggi i tifosi restano legatissimi, sentiamo di propendere per il palmares del secondo, ma rimane davvero complicato dire chi ha più diritto ad un posto da titolare.


Difesa di classe e sostanza, tra scugnizzi e stranieri adottati

In difesa abbiamo pensato di optare per una linea a quattro, anche adattando i ruoli di alcuni interpreti, al fine di aggiungere quanta più qualità ed efficacia possibile nel nostro undici ideale di marca partenopea.
A destra Ciro Ferrara, napoletano che con la maglia della sua città ha avuto il merito e la fortuna di vivere sin dal suo esordio (nel 1984) gli anni migliori della storia di questa società. Valido sia come stopper che come terzino, in dieci anni ha vinto tanti titoli, come i due scudetti e la coppa Uefa, anche grazie alla sua memorabile rete siglata in finale con lo Stoccarda. Al centro abbiamo collocato Ruud Krol e Fabio Cannavaro. L’olandese, ex protagonista dell’Ajax di Crujff, seppe reinventarsi da libero a Napoli, dove fu accolto come una stella, sfiorando uno scudetto nel 1981. Seppe ambientarsi tanto, fin troppo: celebre il ricordo di una amichevole saltata per indigestione da mozzarelle di bufala. Al suo fianco, il pallone d’oro 2006 che, con la maglia della sua città, ha cominciato l’avventura nel grande calcio, proseguita poi per tre anni. Sulla sinistra, forzandone in parte le caratteristiche tecniche di vero marcatore, abbiamo premiato l’esplosività di Kalidou Koulibaly. Il centrale senegalese, ancora ad oggi in forza tra gli azzurri, è stato tra i simboli del Napoli allenato da Maurizio Sarri dal 2015 al 2018: la sua rete allo scadere allo Juventus Stadium di Torino (ventidue aprile 2018) ha quasi regalato il terzo titolo della storia ai tifosi campani.
Questa convocazione è anche il premio ad un ciclo che ha divertito tanti appassionati, una squadra che per quanto ha fatto vedere in campo difficilmente sarà dimenticata dagli amanti del calcio.


Una mediana di fedelissimi

Per supportare i grandi nomi che ci attendono in avanti, abbiamo optato per un mix di tecnica ed equilbrio in un centrocampo che probabilmente (pronti ad essere smentiti dai nostri lettori) regala meno abbondanza rispetto al reparto arretrato ed a quello offensivo, ma che premia due bandiere.
Sulla linea mediana mettiamo Antonio Juliano, cinquecentocinque presenze con la maglia della sua squadra del cuore, un vero e proprio simbolo della storia di questo club. Al suo fianco, a sostenere la forza offensiva della nostra formazione, Salvatore Bagni, dinamico mastino che arrivò a vestire i colori azzurri nel 1984 e mise a disposizione le sue doti di interidizione per collaborare al successo del primo titolo nazionale, pochi anni dopo.
Infine, non potevamo esimerci dall’inserire Marek Hamsik, detto “Marechiaro”, che con il suo diciassette stampato sulle spalle è certamente lo slovacco più napoletano che ci sia. Classe 1987, ha sposato la causa azzurra per dodici anni, vincendo due coppe Italia ed una Supercoppa italiana.
Ha saputo come pochi coniugare classe e correttezza, lasciando un segno indelebile nella storia del Napoli: è recordman di tutti i tempi per presenze (cinquecentoventi) ed al momento anche per reti, insieme a Dries Mertens (centoventuno). Quest’ultimo dato è ancora più interessante se pensiamo che parliamo di un centrocampista.

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Attacco tutto made in Sud America, con la dieci più famosa del mondo

Nella composizione del reparto offensivo, abbiamo sudato non poco, e continuamo a farlo sapendo che non tutti saranno accontentati. Le scelte sottolineano lo storico legame tra Napoli e giocatori sudamericani.

Inutile indugiare in tanti preamboli per motivare la scelta di Diego Armando Maradona come numero dieci che ispiri con il suo genio immenso i due terminali d’attacco. Quello che il fuoriclasse argentino ha rappresentato dalle parti del San Paolo non può essere spiegato “solamente” con le sue giocate, entrate di diritto nella leggenda per l’innata capacità di trasformare l’impossibile in ordinario. La storia dei sette anni vissuti sul golfo dal più grande talento calcistico di sempre è anche il racconto di una simbiosi perfetta con questa città.

Qui possiamo solo “limitarci” al freddo numero: centoquindici reti in sette anni, i migliori della storia azzurra, che il suo avvento ha permesso venisse arricchita da due scudetti (il primo storico della stagione 1986-1987, poi quello 1989-1990), una coppa Uefa, una Supercoppa italiana ed una Coppa Italia. Ad oggi, la maglia numero dieci è stata ritirata e nessun giocatore del Napoli può indossarla, in omaggio ad un campione che è riuscito a scardinare le gerarchie della Serie A portanto una squadra e la sua città in paradiso.

Per completare il pacchetto d’attacco abbiamo cercato di mettere tra i titolari due nomi che non ammettono repliche quanto a classe e fiuto del gol. Il primo nome è quello di Careca, bomber brasiliano in grado di abbinare potenza ed eleganza come pochi, che insieme a Maradona ha composto un tandem magico. A chiudere, Gonzalo Higuain: sappiamo bene che non incontreremo l’approvazione totale dei nostri lettori di fede azzurra, a causa del suo criticato passaggio alla Juventus avvenuto nel luglio 2016. Abbiamo però preferito pensare ad un attaccante dalla tecnica unica, capace di aiutare la manovra e vedere la porta come pochissimi al mondo. Vanta una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e sopratttutto un incredibile primato raggiunto con la maglia del Napoli: trentasei reti in trentacinque partite nel solo campionato 2015-2016, record nella storia della Serie A. Ecco il momento in cui raggiunge questo traguardo.


Una panchina di titolari

Nella nostra formazione abbiamo dato priorità al talento, cercando allo stesso tempo di dare il giusto merito ai rappresentati di diverse epoche calcistiche. Se ad esempio non si fosse soddisfatti della disposizione difensiva, si potrebbe sempre optare per giocatori che sono dei veri e propri titolari aggiunti come il centrale Ferrario o capitan Bruscolotti (entrambi campioni d’Italia nel 1987) validissimi in fase di marcatura. In mediana invece potrebbero essere pronti a subentrare il brasiliano Alemao o il nazionale De Napoli, infaticabili cursori del centrocampo azzurro tra anni Ottanta e Novanta. Sulla trequarti meritano sicuramente menzione lo straordinario talento di Gianfranco Zola, e gli attuali Lorenzo Insigne e José Callejon. I veri dubbi sorgono in attacco, dove l’abbondanza regna e ci sono tanti altri campioni che scalpitano: l’uruguaiano Edinson Cavani su tutti, con i suoi 104 gol in sole 138 partite, che molti preferiranno ad Higuain; il brasiliano José Altafini, che tra anni Sessanta e Settanta siglò 97 marcature in maglia azzurra raggiungendo anche un secondo posto; il suo compagno Omar Sivori, il funambolico pallone d’oro italo argentino, tra i primi grandi colpi ad effetto del club; l’italo-paraguaiano Attila Sallustro (108 reti) ed Antonio Vojak (102 reti), protagonisti negli anni Trenta; il belga Dries Mertens, per tornare al presente, cannoniere all time della storia del Napoli con Hamsik (121 reti), al quale manca una sola realizzazione per raggiungere il primo posto in solitaria.


Il nostro undici ideale scende così in campo: Zoff; Ferrara, Krol, F. Cannavaro, Koulibaly; Juliano, Bagni, Hamsik; Maradona, Careca, Higuain.
Attendiamo l’opinione dei nostri lettori, con i quali condividiamo la passione per il grande spettacolo del calcio. Le preferenze personali potranno anche essere diverse, ma speriamo che questa lista di campioni possa aprire i cuori dei tifosi azzurri e di tutti gli innamorati del pallone.