Indian Wells Masters 2020: 14 giorni di puro spettacolo

Tutta la magia dell’Indian Wells Masters 2020

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Uno dei più interessanti tornei di tennis di sempre sta per iniziare

Dal 9 marzo fino al 22, il tennis più spettacolare è di scena sul cemento della California

Ormai ci siamo: la 46a edizione dell’Indian Wells Masters 2020 sta per iniziare e noi amanti del tennis di qualità non vediamo l’ora di vedere da vicino i più forti specialisti della disciplina, sia maschile sia femminile, sfidarsi a colpi di ace e di rovesci devastanti. Dopo lo show che ci hanno regalato Thiem e Andreescu nel 2019, siamo pronti ad esaltarci anche quest’anno assistendo alle epiche imprese dei più grandi eroi che si affronteranno sul cemento della California. Siamo dispiaciuti per quanto riguarda le assenze di Federer e di Nishikori, ma da italiani siamo un po’ egoisticamente grati al destino poiché, se la defezione del nipponico fosse confermata, Sinner diverrebbe il primo degli “alternates” che dopo un ulteriore forfait entrerebbe di diritto nel tabellone principale senza dover per forza mettercela tutta passando attraverso le qualificazioni del Master 1000. Non è tuttavia né il momento né la sede giusta per fare congetture di alcun tipo, quanto quella ideale per raccontarvi quali sono secondo noi i favoriti del singolo maschile e femminile di questo Indian Wells.


Per gli uomini Nadal, Djokovic e la certezza Thiem, per le donne Andreescu

L’edizione di questo Indian Wells Masters 2020 sarà certamente ancor più emozionante rispetto a quella del 2019 durante la quale Thiem, per gli uomini, e Andreescu, per le donne, diedero una lezione di tennis rispettivamente al mostro sacro Federer e alla tostissima Kerber. Abbiamo ancora il cuore che batte all’impazzata se solo pensiamo a come la giovanissima Bianca è stata in grado di superare l’esperta Angelique! Meglio tuttavia lasciarci il passato alle spalle e concentrarci ora sui favoriti del più grande torneo combinato di tennis al mondo. Orfani di Federer, che si è recentemente operato al ginocchio, il tabellone maschile è certamente privo di uno dei suoi protagonisti più importanti, ma ci sono pur sempre i soliti Nadal e Djokovic una spanna sopra a tutti. Ovviamente sarebbe troppo facile citare i soli due più grandi atleti della disciplina sportiva con pallina e racchetta quali probabili trionfatori e dunque noi strizziamo l’occhio ancora una volta a Thiem, che vanta una buona fase difensiva da fondo campo (si vedano gli ottimi risultati ottenuti al Roland Garros), e ai futuri interpreti assoluti di questo tipo di manifestazione come Zverev, Medvedev e Tsitsipas. Per le donne, se fosse definitivamente confermata la sua presenza, facciamo il cognome della Andreescu poiché questo torneo è quello che l’ha consacrata definitivamente nell’élite del firmamento tennistico ed è l’unico di cui ella conosce davvero “vita, morte e miracoli”. Seguono a ruota Karolina Pliskova, uscita ai quarti della scorsa edizione contro la Bencic, Naomi Osaka, anch’essa superata dalla Bencic, e Simona Halep, sconfitta invece dalla Vondroušová. Non dimentichiamoci poi di Sofia Kenin, oggi assolutamente in ritmo grazie alla vittoria dell’Australian Open 2020, e di Garbine Muguruza che sembra essere tornata quella dei tempi d’oro. No, non ci siamo certo scordati di Ashleigh Barty, numero uno del seeding americano, che tuttavia non è nuova a farsi bloccare dall’ansia quando l’incontro si fa duro. Durante l’ultimo Australian ha dimostrato di saper giocare davvero bene con la racchetta in mano ma allo stesso tempo è ancora manchevole di un adeguato livello di concentrazione. Ecco il motivo per cui non l’abbiamo inserita tra le nostre favorite numero uno. Chiaro, sarà poi il cemento californiano a dirci se la simpaticissima atleta australiana avrà fatto o meno tesoro dei suoi errori.


Le “insidie” del cemento californiano

Giocare sul cemento californiano, dove per 5 volte hanno trionfato sia Novak Djokovic sia Roger Federer, (l’atleta svizzero è inoltre il più “vecchio” campione del torneo avendolo conquistato a 35 anni suonati) non è facile per nessuno. Se un giovane Boris Becker, nel 1987, vinse l’Indian Wells poco più che maggiorenne con apparente semplicità, più di 30 anni dopo le cose sono un po’ cambiate: il tennis di oggi è infatti divenuto uno sport più veloce, tecnico e dalle situazioni in campo complesse da interpretare per chiunque. Non solo: tenete presente che sul cemento la pallina può rimbalzare improvvisamente, regalando al tennista di turno colpi magari non voluti, e che giocare su questo tipo di superficie è davvero sfiancante. Tali variabili o insidie, dipende ovviamente dai punti di vista, permetteranno a noi spettatori, comodamente seduti sui divani di casa, di seguire un Indian Wells Masters 2020 davvero emozionante. I diretti protagonisti saranno sicuramente meno entusiasti di noi, ma questo è il tennis!