The English Game: le origini del calcio nell’Inghilterra vittoriana

Il calcio amatoriale di fine ‘800 raccontato con maestria

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La miniserie tv che racconta il football primigenio in tutta la sua bellezza

Costretti come siamo in queste settimane a vivere una vita “cristallizzata”, sospesa tra angosce e paure per un domani che non possiede tratti ben definiti, abbiamo bisogno di evadere dalle nostre giustificabili preoccupazioni, sia con gli occhi sia con la mente, approdando verso lidi di pace e di tranquillità. Il cinema per fortuna ci viene in soccorso in tal senso: quest’arte sublime, adatta a renderci un po’ più eruditi sul mondo che ci circonda e a farci conoscere realtà di cui abbiamo sempre ignorato l’esistenza, è lieta di mettere a nostra disposizione un piccolo/grande capolavoro dedicatoalla storia del calcio: The English Game. Questa miniserie tv in 6 puntate racconta il football primigenio in tutta la sua bellezza, ponendosi come obiettivo ultimo quello di offrirci uno spaccato della società vittoriana svelata attraverso gli occhi del pallone. Il calcio di fine’800 era un “affare” per i soli rappresentanti dell’alta società, che ne aveva inventato le regole e inaugurato al contempo il primo grande torneo della storia (FA Cup), e non c’era spazio per il proletariato per poter provare a svolgere un ruolo da protagonista all’interno di questa manifestazione. Eppure, come avrete modo di scoprire voi stessi guardando la serie (non è nostra intenzione in questa sede spoilerare!), gli stessi salariati riusciranno, non senza difficoltà, a levare la loro voce contro la nobiltà dell’epoca. Come? Il team Darwen FC, composto da operai, per la prima volta sarà in grado di ingaggiare due giocatori scozzesi, Suter e Love, e il Blackburn Rover cercherà di vincere l’ambita coppa inglese. La forza del proletariato, che ce la metterà tutta per ritagliarsi un ruolo di primo piano nel calcio vittoriano, è metafora del successo, in chiave sportiva, della lotta di classe che era all’ordine del giorno in un’Inghilterra in fermento a causa di continui cambiamenti socio-economici.


Il successo di The English Game

Una miniserie televisiva come The English Game è in grado non solo di raccontare, con massima dovizia di particolari, come nasce e si sviluppa il calcio delle origini, prodromo di quello che noi oggi definiremmo football moderno, quanto di offrire uno spaccato della società vittoriana in cui le lotte sindacali la facevano da padrone. Il pallone fu il tramite grazie al quale i proletari, che non avevano il tempo di allenarsi come i figli delle famiglie ricche, facenti parte di quelle squadre di “gentiluomini” che primeggiavano sempre e comunque in FA Cup, provarono a emanciparsi dalle sfere dell’alta società, tentando la scalata verso la coppa nazionale inglese. The English Game dunque non è solo pallone allo stato puro quanto una piccola grande storia di rivalsa che toccherà nel profondo gli spettatori che decideranno di seguire le vicende di Arthur Kinnaird e Fergus Suter, raccontate in sei episodi. Tornare indietro alla fine del XIX secolo, scoprendo da vicino il calcio degli albori, è un modo per apprezzare, a tutto tondo, il nostro sport preferito. Certo, oggi il pallone è cambiato tantissimo da allora: da semplice gioco è divenuto religione laica con milioni di seguaci che, oltre a osservare da vicino le gesta eroiche dei più forti team al mondo, provano a scommettere sulle performance dei protagonisti in campo tentando di azzeccarne le quote. A nostro avviso questa serie tv piacerà molto perché risulta curatissima a livello di dettagli. Dalle maglie, a righe o in tinta unita, passando per i pantaloni alla “zuava” e gli scarponi o gli stivali necessari per calciare i primi palloni: i completi ufficiali dei team che scendono in campo sul piccolo schermo sono fedele riproduzione di quelli dell’epoca. Non solo: le porte, fatte in legno e senza rete, sono un simbolo vero e verace di uno sport che vanta più di 150 anni di età (e non li dimostra affatto).


Piccole critiche a causa di inesattezze storiche

Sebbene il prodotto cinematografico sia di ottima fattura, ci sono state piccole critiche a causa di inesattezze storiche. Da qui in poi ci scusiamo ma stiamo davvero spoilerando, quindi seguiteci lo stesso! La finale di FA Cup in The English Game viene disputata da Blackburn Olympic e Old Etonians con Fergus Suter che recita un ruolo da protagonista giocando con l’Olympic. Peccato che nella realtà egli non abbia mai militato per tale formazione. Altra pecca, ma bisogna essere dei super-cultori di calcio di fine ‘800 per averla notata, è il colore della divisa della squadra del Lancashire, bordeaux, tonalità non propria di una squadra che storicamente ha sempre indossato una casacca blu e bianca. Secondo noi tali errori, di cui vi abbiamo fatto or ora menzione, sono trascurabili poiché la qualità della trama di questo film a puntate e il pregevole storytelling sul pallone ad esso collegato sono notevoli e fanno passare tutto il resto in secondo piano. 

A voi il trailer di The English Game: