Natale sotto canestro, quante emozioni sui parquet NBA

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Spettacolo ed emozioni a non finire nella notte tra Natale e Santo Stefano con le sfide della stagione regolare in NBA. Come da tradizione, le festività natalizie sono coincise con l’appuntamento del grande basket, ormai una tradizione oltre oceano. Non è mancato lo spettacolo tra i protagonisti in campo, così come, ancora una volta, non sono mancate le indicazioni su quelle che saranno le squadre che, di qui alla prossima primavera, lotteranno per la conquista del titolo NBA.

A tenere banco è stato il big match di Los Angeles che, al netto del risultato, ha visto in campo le due migliori formazioni del momento in NBA, i Lakers di e i Clippers di Kawhi Leonard. Le due franchigie della città degli angeli guidano la Western Conference e a breve strapperanno il pass per giocarsi i playoff il prossimo anno. Denver Nuggets, Dallas Mavericks, Houston Rockets e Utah Jazz sono le altre squadre del raggruppamento Ovest con un record di vittorie di oltre il cinquanta per cento e tra le favorite per l’accesso ai playoff. Nella Eastern Conference, invece, Milwaukee Bucks e Boston Celtics guardano tutti dall’alto in basso. Lotteranno per avanzare nella fase a eliminazione diretta Miami Heat, Toronto Raptors, Philadelphia 76ers, Indiana Pacers e Brooklyn Nets, tra le squadre più in forma a Est.

Scendendo in campo nel derby di LA questo Natale, LeBron James si è piazzato al secondo posto in solitaria nella speciale classifica degli atleti con il maggior numero di partite giocate il 25 dicembre (l’ex Heat è a quota 14). A guardare tutti dall’alto con 16 gare disputate a Natale c’è sempre un giocatore dei Lakers, ormai non più in attività, come Kobe Bryant. James è sicuramente uno dei protagonisti di questa stagione in NBA.

Ma a brillare particolarmente quest’anno sui parquet americani sono i giocatori europei. A partire dal greco Giannis Antetokounmpo, capitano dei Milwaukee Bucks. La stella del firmamento NBA, colui che secondo i bene informati dovrà ripercorrere le orme (e, si spera, anche le vittorie) di James, è stato nominato MVP della stagione NBA 2018/2019 e quest’anno, con i suoi 30 e passa punti per allacciata di scarpe, punta a portare i Bucks fino in fondo (Milwaukee ha il miglior record nella Eastern Conference). Senza dubbio, “the Greek Freak” sarà l’oggetto più prezioso del prossimo mercato estivo. Il greco, in scadenza con i Bucks, dovesse non rinnovare con la sua attuale squadra, diventerà libero di accasarsi ovunque (sarà free agent), andando così a guadagnare almeno 50 milioni di dollari all’anno per i prossimi cinque anni. D’altra parte, Antetokounmpo vanta un record unico: è stato il primo ed unico giocatore sinora nella storia della NBA, ad aver chiuso una stagione tra i migliori venti giocatori nelle classifiche dei realizzatori, rimbalzi, assist, palle rubate e stoppate.

Un altro europeo, lo sloveno Luka Doncic (classe 1999) punta a riportare i Dallas Mavs in alto. La giovanissima guardia, dopo aver vinto tutto nel vecchio continente con il Real Madrid e con la nazionale della Slovenia (campione d’Europa nel 2017) sta davvero stupendo tutti anche negli Stati Uniti dove oggi viaggia ad una media di quasi 30 punti, 10 rimbalzi e 10 assist per partita, numeri che fanno di Doncic una vera e propria All Star al pari delle grandi leggende del passato a stelle e strisce. Un destino segnano il suo, così come quello di Antetokounmpo: saranno loro a prendersi la scena NBA nel prossimo futuro.

La concorrenza oltre oceano resta spietata. Basta dare uno sguardo alle varie statistiche di gioco che vedono in cima alla classifica dei migliori realizzatori il veterano dei Rockets, James Harden, con oltre 38 punti di media. Houston quest’anno, grazie allo scambio che in estate ha portato in Texas l’ex MVP Russell Westbrook in cambio di Chris Paul (finito ai Thunder), è riuscita a ricomporre la coppia delle meraviglie con Harden che nella stagione 2011/2012 aveva impressionato davvero tutti in quel di Oklahoma City, raggiungendo la finale NBA. Un sogno, quello dei Rockets, di poter scrivere ancora una volta il nome della franchigia texana sull’albo d’oro dei campioni NBA, a distanza di 25 anni dall’ultimo successo targato Hakeem Olajuwon.